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Innovazione Multicanale

FAQ

Direct Marketing

Che cosa è il Direct Marketing?

Il direct marketing è una forma di comunicazione attraverso la quale un target definito viene contattato direttamente dall’azienda mediante diversi mezzi ottenendo delle risposte misurabili.
Rispetto all'advertising tradizionale è infatti più facile segmentare il proprio universo di riferimento fatto di clienti e di potenziali in sotto-target, raggiungendoli quindi nel modo più mirato possibile.

Quali sono gli elementi fondamentali del direct marketing?

  • Personalizzazione del messaggio
  • Misurabilità della comunicazione
  • Selettività del messaggio su target specifici
  • Immediatezza

Quali sono gli step per la costruzione di una campagna di direct marketing?

  • Definizione degli obiettivi
  • Analisi del contesto competitivo, del posizionamento dell'azienda e del prodotto/servizio
  • Definizione dell’offerta e del target
  • Selezione del mezzo di comunicazione
  • Creazione della comunicazione
  • Invio della comunicazione
  • Analisi dei risultati

Quali sono le regole per costruire una comunicazione con efficace call to action?

  • Rendere la call to action chiara
  • Far risaltare la call to action
  • Orientare la call to action all’azione
  • Personalizzare la call to action
  • Rendere la call to action attinente al contesto, all’offerta, al prodotto, al tono della comunicazione
  • Fare dei test per capire quali messaggi funzionano di più in relazione al tipo di target a cui ci rivolgiamo, al tipo di business e all’offerta proposta

E-mail Marketing

E-mail marketing: i nostri suggerimenti per aumentare il ROI delle campagne

Partiamo dal presupposto che non esiste una regola universalmente valida se non quella che è necessario fare tanti test su…

  • Giorno, orario e frequenza dell’invio: il momento ideale per inviare una e-mail o una newsletter varia in base a chi sono i destinatari del messaggio ed a quali prodotti oppure offerte si desidera promuovere. A livello generale, i giorni della settimana compresi tra martedì a giovedì sono quelli preferiti dagli esperti di marketing per gli invii delle campagne. Per quanto riguarda la frequenza di invio, è difficile trovare un equilibrio ottimale tra contatti troppo frequenti o troppo rari. 
  • Creatività del messaggio: ottimizza la creatività per la tua campagna email o newsletter. Testa immagini leggere vs immagini pesanti, creatività tradizionali vs creatività in flash e scegli quella che ottiene le performance migliori.
  • Contenuto: scopri le preferenze dei tuoi clienti. Reagiscono meglio a campagne monotematiche o multi-tematiche? Preferiscono contenuti informativi oppure offerte speciali? Tanti o pochi link?
  • Stile del testo: testa anche lo stile che desideri adottare per le tue comunicazioni commerciali o per le tue newsletter. I tuoi clienti preferiscono uno stile più formale oppure più divertente ed ironico?
  • Tipologia di offerte: sviluppa le tue offerte basandoti sulle preferenze dei tuoi clienti. Riscuotono maggiore successo le riduzioni sul prezzo oppure i bonus in denaro? I tuoi clienti preferiscono i voucher sconto oppure le estrazioni a premi?
  • Personalizzazione: dall’oggetto del messaggio sino al suo contenuto. Prova più soluzioni di personalizzazione per scoprire come migliorare le performance della tua newsletter o campagna e-mail.
  • Oggetto del messaggio: i destinatari decidono se aprire un messaggio oppure cancellarlo a seconda dell’oggetto. 
  • Criteri demografici e geografici: analizza i dati dei tuoi utenti per scoprire se sono più reattivi ad offerte targettizzate a seconda di criteri demografici oppure geografici, in modo da poter ottimizzare le future comunicazioni personalizzandole in base al loro profilo.
  • Comportamento del cliente: prova ad analizzare singolarmente i clienti che acquistano i tuoi prodotti per studiarne il contesto d’acquisto e per attuare attività mirate di cross-selling o up-selling. Analizza i loro ultimi acquisti ed invia loro offerte relative a prodotti complementari.

Come faccio a promuovere la mia newsletter?

  • Iscrizione ai motori di ricerca: è opportuno iscrivere la pagina del sito dedicata al modulo d’iscrizione della newsletter a tutti i motori di ricerca
  • Cross promotion con altre newsletter: di solito chi è già iscritto a una newsletter è disposto a riceverne altre. E’ utile quindi proporre una cross promotion con altre newsletter.
  • Marketing virale: inserimento all’interno della e-mail del modulo dell’invia a un amico.

I consigli di Connecto per scrivere un “oggetto” efficace nelle campagne di e-mail marketing

L’oggetto di una e-mail o newsletter è estremamente importante, in quanto può determinare il successo delle campagne. Ecco alcuni preziosi suggerimenti: 

  • Spingi all’azione: incuriosisci gli utenti con news brevi ed annunci rilevanti. Dai loro una scadenza, oppure inizia un conto alla rovescia: il senso di urgenza aumenterà le possibilità che gli utenti reagiscano alla tua offerta. Se opportuno, inserisci nell’oggetto del messaggio una domanda; le domande coinvolgono maggiormente gli utenti rispetto alle affermazioni.
  • Enfatizza il valore aggiunto per il ricevente: sii breve e coinciso, e vai dritto al punto enfatizzando il valore aggiunto della tua e-mail. 
  • Solo la verità, nient’altro che la verità: ricorda che, solo attraverso la trasparenza e la lealtà, potrai costruire rapporti di lunga durata con i tuoi clienti.
  • Personalizza oggetto e mittente: se personalizzi l’oggetto attirerai molto più facilmente l’attenzione del lettore. Non dimenticare che alcuni destinatari potrebbero non averti fornito il loro nome nella fase di registrazione, quindi programma il tuo messaggio in moto tale che sia appropriato anche senza la personalizzazione. Oltre a personalizzare l’oggetto, è anche importante personalizzare il nome del mittente. Le persone comprano più volentieri da altre persone.

Come fidelizzare i navigatori?

La newsletter aziendale è forse lo strumento migliore per tenere aggiornati gli utenti di un sito senza essere invasivi e avendo la sicurezza di mantenere i navigatori fidelizzati. Uno dei motivi che spinge un navigatore a ritornare (magari ad ogni collegamento in Rete) su un sito che si conosce e che si apprezza è il suo costante aggiornamento. Un sito bello, ma aggiornato sporadicamente, non potrà mai ottenere un successo duraturo, soprattutto in un periodo come questo dove non esistono nicchie dorate.

Quali sono le regole per realizzare una newsletter di successo?

  • Chiarezza e brevità: deve essere comprensibile subito, di facile lettura (non usare troppi tecnicismi) e troppo lunga evitando così di non far annoiare il lettore.
  • Periodicità: é consigliabile pubblicare una newsletter con frequenza settimanale, non di più.
  • Iconicità: un testo risulta essere sempre più ‘pesante’ di un testo inframmezzato da immagini.
  • Utilità dei contenuti: gli utenti sono disposti a leggere un contenuto informativo piuttosto che pubblicitario.
  • Velocità di scaricamento: è consigliabile pubblicare newsletter in html.
  • Facilità di cancellazione: in calce a ogni newsletter deve essere ben visibile il link per disabilitare la propria iscrizione al servizio.
  • Interazione: in calce alla newsletter è corretto inserire i riferimenti del sito e della società.

Come faccio a realizzare una perfetta newsletter?

Ecco i nostri suggerimenti per realizzare la creatività perfetta per le tue newsletter.
  • Grafica HTML: i colori e la grafica attirano l’attenzione. Le parole possono essere trasformate in link per rendere la newsletter più interattiva e, mantenendo continuità tra la grafica del tuo sito e quella della newsletter, potrai incrementare il livello di brand awareness. La cosa più importante da considerare è che, adottando una grafica HTML, potrai tracciare i risultati delle tue email.
  • Non tralasciare la parte testuale: non tutti possono visualizzare i messaggi email in formato HTML, quindi è molto importante assicurarsi che le newsletter siano sempre supportate anche da una versione testuale.
  • Grafica vs. Testo: la grafica e le immagini aggiungono valore al messaggio e sono importanti per rinforzare il brand. È però necessario che esse siano coerenti con i contenuti. I provider email di alcuni clienti possono bloccare automaticamente le immagini, ed è quindi fondamentale che la newsletter abbia senso anche senza di esse.
  • Il logo è importante: può sembrare una cosa scontata, ma il tuo logo deve essere immediatamente visibile per l’utente appena visualizza il messaggio, preferibilmente nella parte alta della newsletter. 
  • I layout più lineari sono i migliori: utilizza una creatività chiara e semplice per il tuo messaggio.
  • Call-to-action: non dimenticare mai di introdurre una call-to-action nelle comunicazioni per i tuoi clienti e offri sempre ai destinatari più possibilità per contattarti (sito internet, e-mail, telefono, fax etc.).
  • Ottimizza il design pensando ai diversi sistemi di gestione di posta elettronica: in base al tipo di sistema di gestione della posta elettronica, i tuoi destinatari potrebbero non visualizzare interamente il tuo messaggio, ma vederlo inizialmente solo in modalità anteprima. 
  • Ricordati dei filtri antispam: esistono numerose tattiche e strategie da adottare per la progettazione del tuo messaggio per evitare che venga segnalato come spam. Ad esempio, non usare testi dai colori sgargianti (in particolare rosa o rosso) ed utilizza sempre dei font comuni; evita di usare “spammy words” (quelle parole che causano il blocco del tuo messaggio da parte dei filtri antispam); non usare troppi punti esclamativi o interrogativi; non usare troppe lettere in caratteri maiuscoli; assicurati sempre che il codice HTML sia corretto.

Telemarketing

Quali sono le tipologie di telemarketing?

Il telemarketing può essere:

  • in bound” (in entrata): i consumatori finali telefonano autonomamente. E’ spesso rappresentato dal servizio "customer service" o numero verde
  • out bound” (in uscita): l'azienda telefona al target selezionato

Cosa è importante nel telemarketing in-bound?

Il servizio di telemarketing in bound a senso di esistere quando il target ha dimensioni notevoli, ma è indispensabile ottimizzare i costi e garantire la qualità del servizio non sottovalutando il dimensionamento (il numero di linee telefoniche attivate) della struttura.

Quando si utilizza il telemarketing out-bound?

  • Per aggiornare, pulire ed implementare di una lista;
  • Come appoggio a specifiche azioni di direct marketing come ad esempio verificare il file prima della spedizione di un mailing;
  • Per teleselling: utilizzato nel settore assicurativo e bancario;
  • Per ricerche di mercato: analisi delle iniziative direct marketing, verifica dell'impatto pubblicitario, product test.

Quali sono le caratteristiche da considerare per realizzare un buon script di telemarketing?

  • includere tutte le possibili casistiche;
  • dare l'idea di un discorso spontaneo;
  • non essere troppo lungo.

Che differenza c’è tra numero nero e numero verde nel customer service?

L'azienda può scegliere tra l'utilizzo di un:

  • Numero nero: è un normale numero telefonico utilizzato per vari scopi (informazioni...). Il vantaggio è che non è un costo per l'azienda ed eliminare comunicazioni inutili da parte dei consumatori.
  • Numero verde: il pagamento della tariffa è a carico dell’azienda. Oltre ai vantaggi in termini di redemption, ha nell'unicità del prefisso un evidente plus essendo più facile per i consumatori.

Mailing

Quali specifiche deve avere un mailing che valorizzi l’offerta?

  • Dimensioni e forme del mailing: le dimensioni ideali cambiano in base alla modalità di distribuzione del materiale pubblicitario che si sceglie. (Se il mailing viene spedito a casa allora il formato deve essere grande, mentre se lo si distribuisce a mano allora deve essere più piccolo per permettere alle persone di metterlo in tasca o in borsa.
  • Caratteristiche grafiche del volantino: sono fondamentali per attirare l’attenzione. E’ consigliabile l’uso di colori vivaci, di forme geometriche semplici e di immagini poco convenzionali. Inoltre è opportuno inserire un numero di prodotti ridotto per favorire il ricordo da parte del destinatario.
  • Evidenziare sia il prezzo scontato che il prezzo intero in modo tale da aumentare la percezione del risparmio.
  • Target di riferimento: è importante focalizzarsi sul target a cui l’offerta è rivolta inserendo dei temi promozionali, dato che sia la scelta della grafica, del formato e il contenuto dovranno essere diversi a seconda del target da contattare (target giovane oppure a persone in età avanzata).
  • Porsi dei limiti e non affollare i volantini con troppo testo. L’attenzione dell’utente è brevissima quindi è meglio elaborare due o tre frasi chiave che facciano riferimento a un beneficio immediato per il destinatario.

CRM

Cos’è il CRM?

Il Customer Relationship Management (CRM) costituisce una soluzione che mira a comprendere ed intervenire sul comportamento dei clienti, attraverso un processo di comunicazione continuo, migliorando i livelli di customer retention. Il CRM è quindi una filosofia di approccio al cliente.

Database Management

Perché è importante creare e gestire un Database Marketing?

Un Database Marketing è importante per due fattori principali:

  • importanza delle informazioni come strumento di marketing per identificare un piano di acquisition di nuovi clienti, dei clienti persi, dei prospect, etc.;
  • focalizzazione delle strategie aziendali sul cliente per sviluppare il piano di contatto e quindi rafforzare la relazione con i clienti già acquisiti.

Come si può popolare il Database Marketing?

Il Database Marketing può essere popolato attraverso l’attivazione di nuovi canali di contatto (es. Newsletter, Coupon, etc.) o di iniziative speciali quali programmi di fidelizzazione e manifestazioni a premi.

Data Quality

Che cosa è il processo di data quality?

Il Database Marketing e il CRM professionali richiedono anagrafiche strutturate, dati uniformi e postalizzabili.
processi di data quality devono eliminare non solo i semplici errori e le ridondanze. Devono rendere tra loro consistenti set di dati che sono stati creati in tempi diversi, seguendo differenti regole di raccolta o esigenze di business. Senza l’utilizzo di processi di “pulizia” (data clearing) questi insiemi di dati non sono infatti utili quando devono fornire la base per la business intelligence nei contesti aziendali più diversi.

Quali sono gli step del processo di data quality che offre Connecto?

  • Standardizzazione: analisi dati a disposizione con trasformazione in un formato, definito standard, che sia facilmente trattabile. Creazione di un database di lavoro.
  • Normalizzazione indirizzi: normalizzazione della componente indirizzo con verifica bontà secondo stradario Poste Italiane con una base dati ufficiale aggiornata semestralmente.
  • Geocodifica + SQuTer: posizionamento delle anagrafiche sul territorio con individuazione della relativa sezione di censimento e attribuzione del codice di profilazione Connecto SQuTer.
  • Pulizia e controllo qualità: attivazione processi di verifica bontà del dato con attribuzione livello di qualità per e-mail, telefono, cellulare, data di nascita, sesso, etc.
  • Deduplica: Impostazione dei criteri di deduplica per individuare con diversi livelli di certezza la presenza di anagrafiche doppie e definizione processo di “fusione” per ottenere una unica visione di ogni singola anagrafica.

Loyalty Programs

Che cosa sono i programmi di fidelizzazione e loyalty?

I programmi di fidelizzazione e loyalty sono iniziative specifiche che permettono ai consumatori di un determinato brand di accumulare alcuni vantaggi o servizi esclusivi, ad esempio: raccolte punti, sconti, offerte speciali, accessi selezionati o servizi gratuiti. e creare brand awareness. Questi benefici spingono i clienti a scegliere il brand ripetutamente consolidandone la relazione.

Perché creare programmi di fidelizzazione?

I programmi di fidelizzazione sono strumenti indispensabili per migliorare la relazione con il cliente. I principali motivi per cui si attiva un programma di fidelizzazione sono:

  • Brand Awareness
  • Retention
  • Servizi post-vendita
  • Gratificazione

Come è possibile abbassare i costi di attivazione di un loyalty program?

Attivando 1Card, l’applicazione che gestisce carte fedeltà, carte regalo e mobile coupon.
La virtualizzazione della carta fedeltà annulla i costi di stampa del modulo di adesione e di data entry dei dati di chi aderisce. Inoltre, gli utenti che hanno scaricato la app di 1Card e che non sono ancora detentori della carta, potranno facilmente aderire, quindi 1Card agisce anche da veicolo promozionale.

Data Collection

Quali sono i passi da seguire per costruire una campagna di lead generation efficace?

  • Chiarire bene qual è l’obiettivo da raggiungere per stabilire esattamente il target a cui rivolgersi
  • Dalla definizione del target discendono la meccanica e la scelta dell’incentivo da dare per il rilascio dei propri dati
  • Costruire il piano di comunicazione e traffico sulla iniziativa di lead generation che si basi sul target da intercettare
  • Organizzare e curare la parte di raccolta anagrafiche ottemperando a quanto stabilito dalla legge sulla protezione dei dati personali
  • Strutturare un form di registrazione efficace e che raccolga tutte le informazioni utili al raggiungimento dell’obiettivo

Brand Reputation

Cosa si intende per Reputation 2.0?

La reputazione di un’azienda o di una qualsiasi persona è l’immagine che si ottiene analizzando le informazioni pubbliche che la riguardano.

Perché si parla di reputazione 2.0 o reputazione on line?

A differenza del passato in cui la reputazione on line era un concetto impalpabile, affidato alla memoria collettiva, ora è un concreto biglietto da visita dell’azienda. Concreto, poiché ora grazie a Internet resta tutto scritto e facilmente raggiungibile da qualsiasi persona. 
Diventa così una tematica essenziale per le aree aziendali di Marketing, Comunicazione, Customer Care e Qualità confrontarsi con la “percezione” on line dell’azienda (e dei suoi servizi / prodotti).
Analizzare la web reputation significa conoscere perfettamente le dinamiche di produzione e diffusione dei contenuti on line e possedere le competenze scientifiche e tecnologiche per derivarne dei dati strategici.

Perché è così importante capire cosa dicono online del vostro brand e monitorare la Reputazione 2.0?

Il consumatore che usa il web per cercare informazioni su un prodotto, si confronta con il consumatore che di quel prodotto ha avuto esperienza e la racconta. Il complesso di opinioni, emozioni, esperienze e valori espresse raccontano a tutti la reputazione di quel prodotto. L’intercettazione, l’analisi e l’interpretazione delle conversazioni on line costituisce un’attività indispensabile per la tutela della visibilità, dellareputazione e della credibilità dei soggetti coinvolti: persone, aziende, brand, servizi e prodotti. Monitorare, difendere e valorizzare la propria immagine significa creare una rendita per il futuro, basata sulla FIDUCIA del pubblico verso l’azienda e sulle EMOZIONI POSITIVE associate ai suoi prodotti e servizi.

Search Engine Optimation

Quali sono le fasi di ottimizzazione di un sito?

  • Definizione di una keyword selection; 
  • Ottimizzazione dei Tag (Title, Description, Alt…); 
  • Ottimizzazione dei contenuti (sia per l’utente che per il motore di ricerca); 
  • Registrazione sui motori di ricerca e sulle directory appropriate.

Cosa sono le keyword?

Le parole chiave possono essere una parola o una combinazione di parole con cui i motori di ricerca classificano il nostro sito all'interno del loro database e che gli utenti utilizzano come query di ricerca per trovare le informazioni che stanno cercando.
L'obiettivo è trovare le parole che da un lato corrispondono bene al contenuto del sito, e dall'altro, che saranno più spesso digitate dagli utenti nei motori di ricerca.
Una volta definite, le keyword (10 o 20 al massimo) le stesse vanno inserite nel sito (nei tag e nei contenuti) e verranno utilizzate per l’attività di link popularity

Come si definisce una keyword selection?

Innanzitutto, è necessario definire il target e immaginare a come si possa esprimere in fase di ricerca, quando ha una necessità da soddisfare. Esistono poi tools appositi (es. Google Webmaster tool) che aiutano nella scelta delle parole chiave.

Come si possono ottimizzare i Tag?

Ottimizzare i Tag significa agire su Tag Title, Tag Alt e Tag Description: 
  • Tag Title, ossia il titolo di ogni pagina. E’ uno dei più importanti fattori per il suo posizionamento. E’ fondamentale che i titoli:
    -Siano diversi per ogni pagina del sito
    -Siano coerenti con il contenuto della pagina
    -Contengano la parola chiave più importante
    -Includano il nome del sito
    -Siano composti da due/quattro parole e non superare i 60 caratteri
    -Non siano composti esclusivamente dalla parola chiave
  • Tag Alt: la ricerca per immagini è il secondo tipo di ricerca effettuato su Google. Le immagini ricercabili dai motori di ricerca contribuiranno all’indicizzazione della pagina in cui sono inserite. Per essere ricercabili, le immagini devono avere un tag ALT che le descrive. E’ importante che l’Alt sia:
    -Diverso per ogni immagine del sito
    -Attinente all'immagine
    -Contenga la parola chiave principale
  • Tag Description: il tag description fornisce una breve descrizione del contenuto della pagina. Viene quasi sempre utilizzato da Google come snippet del sito (la piccola presentazione del sito che compare nella ricerca). Il tag description è utile anche per spingere l’utente ad entrare nel sito. Una buona Description deve:
    -Essere lunga non più di due o tre righe
    -Contenere la chiave più importante ed alcune di quelle al secondo livello
    -Essere coerente con la pagina
    -Non essere uguale per tutte le pagine
    -Essere attrattiva o informativa
Il motore di ricerca non classifica i siti in base al loro aspetto, anzi esso tende a privilegiare quei siti che si presentano con una struttura semplice e lineare e che non utilizzano linguaggi di programmazione avanzati. Molto meglio creare pagine utilizzando il linguaggio HTML.

Come si può ottimizzare il contenuto di un sito?

Gli spider vanno alla ricerca di contenuti da indicizzare. Per i motori di ricerca, quindi, il contenuto è l’aspetto fondamentale di un sito. In relazione al posizionamento infatti, i testi delle pagine sono il fattore più importante.
Se l’obiettivo è quello di raggiungere un buon posizionamento sui motori di ricerca, quello che bisogna considerare non è tanto l’aspetto grafico del sito (che può essere sicuramente accattivante per gli utenti), quanto ciò che interessa davvero ai motori di ricerca, ovvero il contenuto.
La regola è: “Content is the King" ovvero "il contenuto è il Re". In termini di posizionamento, i motori di ricerca premiano i siti che hanno il contenuto testuale più corretto, pertinente e aggiornato possibile rispetto alla concorrenza.
Si tenga presente che, nel catalogare le pagine, i motori attualmente non considerano:
  • Le parti in Flash 
  • Il codice Javascript 
  • Le parti in ASP o in PHP
Per creare un contenuto di valore si deve:
  • Scrivere contenuti interessanti. 
  • Scrivere contenuti unici: non copiare mai i testi da altri siti, rischio penalizzazione 
  • Aggiornare frequentemente il testo al proprio sito
  • Inserire le keyword nel testo ma senza esagerare

Search Engine Marketing

Come funziona l'indicizzazione sui motori di ricerca?

I motori di ricerca catalogano le migliaia di pagine web attraverso gli “spider". Lo spider è un software utilizzato dai motori di ricerca per catalogare tutto il materiale che trova sul web. Quando lo spider si imbatte in un nuovo sito, memorizza il contenuto delle varie pagine e segue i link che puntano in direzione di altri siti, continuando il suo percorso. Il compito di uno spider è quello di indicizzare i contenuti presenti in rete organizzandoli in base ad una gerarchia che premia i siti più popolari.

Come funziona l’indicizzazione su Google?

L’indicizzazione dei siti web su Google funziona sulla base di un algoritmo di valutazione della rilevanza di una pagina chiamato PageRank.
Il PageRank altro non è che un valore numerico che Google attribuisce a tutte le url che vengono catalogate dai suoi spider. Il PageRank è tanto più alto quanti più sono i link che puntano in direzione della pagina in questione, e quanto più alto è il grado di PageRank attribuito alle pagine web da cui partono i link in direzione della pagina che si sta valutando.
Google non considera solo la quantità dei link ma anche la loro qualità. L'idea alla base del PageRank è molto semplice: il link viene visto come un voto dato dal sito che lo contiene al sito che lo riceve. I link provenienti da siti a loro volta popolari, sono quelli che hanno più valore.
ATTENZIONE: l’algoritmo di Google non rimane invariato! Al contrario, viene periodicamente modificato dal motore di ricerca al fine di limitare le azioni di spam e i trucchetti per aumentare il proprio PageRank che poco piacciono ai motori di ricerca.

Cos’è la Link Popularity?

Per link popularity si intende il numero di link in entrata verso una pagina web. Tale numero influisce notevolmente sulla visibilità nei motori di ricerca.
La link popularity di un sito web è determinata in primo luogo dalla quantità e qualità dei link in entrata (inbound links) che esso riceve. Più alto è il numero di link in entrata e più essi provengono da siti autorevoli, maggiori saranno i benefici in termini di visibilità sui motori di ricerca.
Risultati ancora migliori in termini di visibilità sui principali motori di ricerca si otterranno se il link in entrata verrà creato sulla parola chiave per la quale cerchiamo di posizionarci.

Quali sono le principali strategie che si possono adottare per aumentare la popolarità del proprio sito web?

  • Creare un blog per promuovere il sito 
  • Sfruttare il social media marketing 
  • Scrivere articoli (“article marketing”) sull’argomento e postarli sulle principali piattaforme (es. Comunicatistampa.net, Squidoo, Digg). Utilizzare la parola chiave per la quale vogliamo posizionarci come “anchor text” e linkare il sito 
  • Inserire il proprio sito nel Local Business Center di Google 
  • Sfruttare le Yahoo Answers 
  • Intervenire in newsgroup e forum e linkare il proprio sito 
Evitare di: 
  • Diffondere richieste di link a tutti i siti relativi al proprio settore di interesse 
  • Acquistare link da un altro sito con lo scopo di ottenere PageRank piuttosto che traffico 
  • Forum Spam: esagerare con l’inserimento dei link e con gli interventi nei forum 
  • Blog Spam: inserire keywords e link al proprio sito al primo commento in un blog (lo si può fare ma con moderazione e con coerenza di argomenti) 
  • Scambio Link nocivo: spedire richieste di scambio link 
  • Inserire scritte con caratteri dello stesso colore dello sfondo per nascondere l'eccessiva ripetizione di chiavi nel testo 
  • Inserire immagini di un pixel o non pertinenti al solo scopo di inserire tag "Alt" con testi utili per il posizionamento 
  • Ripetere eccessivamente le keywords 
  • Inserire elenchi di keywords nei tag title e nella description

Come funziona il keyword advertising?

Il keyword advertising è una modalità di pubblicità online in pay per click (PPC), quindi, il costo dell’inserzione varia in base al numero di click ottenuti dall'annuncio pubblicitario.
Questa forma di pubblicità consente di ottimizzare al massimo gli investimenti.
Per keyword advertising si intendono gli annunci sponsorizzati che compaiono a lato dei risultati naturali dei motori di ricerca. In base ad una keyword selection si creano dei gruppi di annunci che compaiono qualora un utente inserisca una delle parole chiave selezionate come query di ricerca.
I link sponsorizzati su Google vengono creati attraverso il programma AdWords di Google, che consente di elaborare gli annunci che vengono visualizzati sulle pagine dei risultati di ricerca di Google.
Il programma AdSense di Google, invece, pubblica gli annunci AdWords di Google sui singoli siti web. Google quindi corrisponde un pagamento ai publisher dei siti in cui sono stati visualizzati gli annunci in base ai click ricevuti o alle impressioni generate, a seconda del tipo di annuncio.

Contest Creativi

Che cosa deve fornire un’azienda per attivare un contest creativo con Zooppa?

E’ necessario fornire un brief ossia un documento che contiene tutte le indicazioni e gli elementi necessari per realizzare la creatività da proporre in gara oltre che la tipologia di contenuti promozionali richiesti (es. video, grafiche, spot radio, banner o idee testuali)

Come funzionano i contest di Zooppa?

Ogni contest si sviluppa come segue:

  • Set up del contest
    Lo staff di Zooppa supporta il cliente nella fase preparatoria del contest: dalla redazione del brief alla preparazione dei materiali necessari alla promozione del contest stesso, newsletter, comunicato stampa, post per il blog, etc. Tutti i materiali vengono approvati dal cliente prima della loro messa online.
  • Apertura e newsletter 
    Apertura ufficiale della campagna e invio di una newsletter dedicata, per raggiungere in modo diretto gli utenti più attivi della community.
  • Promozione del contest
    Lancio del contest tramite le pagine di Zooppa su Facebook, Twitter e Myspace con pubblicazione dei dettagli relativi al contest. Attività di promozione dell'iniziativa attraverso i social network, la blogosfera e le community di creativi.
  • Monitoraggio della community e dei contenuti 
    Costante controllo dei contenuti realizzati dagli utenti da parte dello staff di Zooppa per tutta la durata del contest, con possibili interventi correttivi nel blog e nel forum.
  • Campagna virale e tracking dei video 
    Diffusione dei video caricati dagli utenti sulle più frequentate piattaforme di videosharing e relativo tracking delle views raggiunte.
  • Vincitori 
    Alla conclusione del contest, vengono pubblicati i vincitori e consegnati i premi in denaro ai creatori delle migliori proposte per ogni categoria (video, banner, ecc.). I premi sono decisi dal cliente che ha sponsorizzato il contest.
  • Utilizzo dei contenuti
    Il cliente può utilizzare i contenuti per la propria comunicazione online sia sui canali social che sui paid media, oltre che per la propria comunicazione ufficiale.

Insights & Analytics

Quali sono le strategie di segmentazione di clienti/prospect?

Lo scopo principale della segmentazione è quello di permettere alle aziende di raggiungere il target giusto con il messaggio giusto: una volta implementata la strategia che si ritiene più idonea i destinatari riceveranno solo i messaggi con i contenuti più interessanti e rilevanti generando risultati concreti in tempi brevi.
Le 3 tipologie più comuni sono:

  • Segmentazione basata sul profilo: è la modalità più semplice e comunemente utilizzata per suddividere un database. Prende in considerazione i dati raccolti dalle aziende e contenuti nel profilo di ciascun individuo per creare gruppi con caratteristiche simili: età, sesso, area geografica, informazioni di base, stato (cliente/prospect).
  • Segmentazione basata sul comportamento: ossia sulle informazioni relative al comportamento degli utenti in relazione a newsletter o campagne (aperture, click, cancellazioni…) o al sito e-commerce (pagine/sezioni visitate, storico degli acquisti…). Grazie all’analisi di queste informazioni è possibile creare contenuti altamente rilevanti a livello individuale, imparando a conosce il singolo utente in base a quello che fa e non solo a quello che dice.
  • Segmentazione basata sul “ciclo di vita”: consiste nell’utilizzare i dati che si hanno a disposizione sui clienti e prospect per ottenere una visione ancora più completa su abitudini e preferenze di ciascuno di essi (es. pre-acquisto, primo acquisto, utenti fedeli, clienti inattivi...).

Cosa significa georeferenziare?

La georeferenziazione è la tecnica che permette di associare ad un dato una coppia di coordinate che ne fissino la posizione sulla superficie terrestre.

Cosa si intende per “Brand Funnel”?

“Brand Funnel” significa in italiano “imbuto della marca”. Ma cosa c’entra l’imbuto in un contesto di marketing? L’imbuto rappresenta al meglio la caduta di una marca da un livello all’altro del mercato potenziale: Awareness, Consideration, Conversion, Loyalty.

Tramite apposite indagini, 2 o più marche vengono messe a confronto e per ognuna si quantifica la caduta nel passare da un livello all'altro del mercato potenziale. Per esempio dalle indagini può risultare che il Brand "A" ha un minore livello di conoscenza ma ha una bassa caduta lungo il funnel mentre il Brand "B" ha un maggiore livello di conoscenza ma ha una caduta di acquisto.

Il risultato è che per ognuna della marche analizzate dunque diventa possibile capire quale punto del processo sia più critico e quindi dove agire per avere il maggiore "effetto a cascata" che possa aumentare vendite e fedeltà.

Cosa si intende con “ricerca quantitativa” e “ricerca qualitativa”?

Una ricerca quantitativa si pone l'obbiettivo di fornire un’accurata misurazione del fenomeno indagato o di quei fattori determinanti il fenomeno stesso che possono essere stati identificati attraverso indagini qualitative. La ricerca quantitativa permette di dare una risposta a queste domande producendo dati quantitativi che rappresentano il fenomeno nel suo aspetto dimensionale; questi dati sono raccolti attraverso questionari strutturati o semi-struttuturati che sono somministrati a campioni rappresentativi dell’universo indagato.
Con la ricerca qualitativa, invece, non ci si propone di stabilire la frequenza di un fenomeno (di rispondere alla domanda “quanti sono?”), quanto piuttosto di illustrare il “come” dei fenomeni in studio, per risalire dal “come” al “perché”, alla ricostruzione dei meccanismi causali che - a livello locale – danno conto di quanto osservato.

Che cosa è un “focus group”?

Un focus group (o gruppo di discussione) è una tecnica qualitativa utilizzata nelle ricerche delle scienze umane e sociali, in cui un gruppo di persone è invitato a parlare, discutere e confrontarsi riguardo all'atteggiamento personale nei confronti di un tema, di un prodotto, di un progetto, di un concetto, di una pubblicità, di un'idea o di un personaggio. Le domande sono fatte in modo interattivo, infatti, i partecipanti al gruppo sono liberi di comunicare con gli altri membri, seguiti dalla supervisione di un conduttore (in genere il ricercatore o un suo assistente).

Da cosa dipende l’affidabilità delle indagini di Customer Satisfaction?

L’affidabilità delle ricerche di customer satisfaction dipende dal questionario che si sottopone ai clienti e dalla sincerità delle risposte fornite dagli stessi. Occorre fare in modo che i clienti coinvolti nella ricerca di mercato sulla customer satisfaction rispondano in maniera aperta e sincera. A questo scopo è essenziale che le informazioni non siano raccolte direttamente da addetti interni dell’azienda analizzata principalmente per i seguenti motivi:

  • alcuni clienti evitano di fare apprezzamenti negativi o di dire altre cose un po’ imbarazzanti sulle persone che lavorano nell’azienda
  • gli addetti interni che si occupano della rilevazione tendono a tagliare/oscurare i giudizi negativi che li riguardano o quelli che non sono graditi a personaggi importanti dell’azienda; ma, con analoga facilità, sono portati anche ad interpretare le risposte a modo loro, senza adeguati approfondimenti
  • alcuni clienti possono enfatizzare i giudizi negativi senza convinzione ma soltanto per cercare di avere vantaggi negoziali
I metodi da utilizzare per essere certi di reperire risposte sincere e affidabili sono diversi:
  • far raccogliere le informazioni a soggetti terzi che non condizionino in alcun modo le risposte
  • non dare omaggi o altre regalie ai clienti per motivarli a partecipare
  • suscitare l’interesse dei clienti per l’indagine facendo loro capire i vantaggi che possono trarne in prospettiva (grazie al fatto che l’azienda può capire meglio i loro bisogni)
  • utilizzare un questionario coinvolgente (con domande che toccano gli aspetti che interessano veramente i clienti)
  • adottare una sequenza e una formulazione delle domande tali da non influenzare le risposte
  • tutelare la privacy dei rispondenti, garantendo loro l’anonimato (se lo desiderano)

Cosa rende un programma di customer satisfaction davvero efficace?

  • il supporto pieno e convinto del top management
  • il coinvolgimento di tutte le persone che svolgono compiti rilevanti ai fini del progetto
  • l’analisi attenta delle informazioni interne prima di raccogliere quelle esterne
  • il ricorso a rigorose metodologie di ricerca di mercato per rilevare le opinioni dei clienti
  • un rapporto conclusivo dell’indagine chiaro e concreto
  • decidere poche e importanti azioni di miglioramento e non disperdere gli sforzi in troppe direzioni
  • definire precise responsabilità per portare avanti quanto deciso
  • controllare l’effetto delle azioni intraprese

Selezionare campioni nelle ricerche di mercato: rappresentatività e dimensione

Conoscere l’obiettivo della ricerca presuppone conoscere anche la popolazione di riferimento, dove per popolazione, in statistica, intendiamo l’insieme finito o infinito di unità (persone, aziende, etc.) oggetto di interesse. 

Per fare previsioni sulle popolazioni occorre impiegare i dati campionari facendo ricorso a metodi inferenziali (induzione probabilistica circa la popolazione). Disponendo di un campione possiamo convertire in dati le nostre idee su un determinato fenomeno.

Per campione, in statistica, si intende un qualsiasi sottoinsieme estratto dalla popolazione di riferimento. Per quanto banale sembri questa definizione, chiunque abbia avuto a che fare con le ricerche di mercato, sa che queste poche parole celano diverse insidie. Se infatti il ricorso alla tecnologia di interviste via web ha ridotto costi, incrementato le numerosità e accelerato i processi di raccolta dati, dall’altro il “qualsiasi” non garantisce la casualità di reperimento del campione, il “sottoinsieme” non è detto che risponda perfettamente alle caratteristiche della popolazione da cui è stato estratto e, cosa più grave, molto spesso non si sa quale sia la popolazione di riferimento o che caratteristiche abbia. 

E’ bene sottolineare che per popolazione di riferimento non si intende necessariamente la popolazione italiana, ma dipende necessariamente dall’obiettivo di ricerca che ci si è prefissati e ciò diventa determinante ai fini di estrazione del campione nonché dei risultati dell’analisi statistica.

La casualizzazione è il meccanismo chiave per conseguire una buona rappresentatività del campione, che permette di mantenere inalterata la composizione delle caratteristiche (variabili) del fenomeno indagato.

Estrarre campioni casuali, tuttavia, può essere molto complesso: se ad esempio si desidera conoscere le caratteristiche di un mercato di nicchia nazionale, il processo di casualizzazione diventa oneroso (in tempi e costi) e si ha necessità di numerose persone da intervistare per ottenere un numero opportuno di osservazioni relative alle caratteristiche cercate. Senza entrare nel dettaglio delle metodologie di campionamento, desideriamo porre l’attenzione sulla netta distinzione tra rappresentatività - ossia di capacità di riprodurre in piccolo, ma nelle stesse proporzioni, la struttura del collettivo di partenza - e dimensione del campione. 

Il pregio del campione casuale è di fornire indicazioni sulla popolazione attraverso un numero di risposte limitato. La dimensione non determina la rappresentatività del campione, ma dipende dalla variabilità della caratteristica che si vuole misurare nella popolazione di riferimento. Con variabilità intendiamo la tendenza di un fenomeno a presentarsi con valori diversi: se i valori della caratteristica indagata sono molto differenti tra loro, la variabilità risulta elevata e occorrono quindi molte osservazioni per conoscere il fenomeno nelle sue sfaccettature (ad es. l’età dei lettori della Gazzetta dello Sport). Se invece i valori sono molto vicini tra loro, la variabilità è bassa e si ha bisogno di poche osservazioni per sintetizzare tale caratteristica in un unico valore (ad es. la percentuale di lettori maschi della Gazzetta dello Sport). Pertanto, quando la variabilità della caratteristica indagata nella popolazione di riferimento è nota o stimabile, il numero di elementi da estrarre è facilmente calcolabile. In questo caso, aumentare la dimensione campionaria con l’idea che “più ce n’è e meglio è” ha poco senso. Viceversa, se il campione è rappresentativo, ampiezze campionarie esigue (ad esempio, anche solo di 30 unità) possono essere sufficienti a fornire indicazioni statistiche.

Facciamo un esempio. Si vuole rilevare periodicamente il livello di gradimento degli utenti registrati ad un sito web per una serie di articoli pubblicati. Conoscendo la popolazione di riferimento, grazie alle registrazioni al sito, si decide di avviare un’indagine online con un breve questionario e di inviare, ad un campione di registrati, una e-mail di richiesta di partecipazione all’indagine. 

Inviare periodicamente un numero considerevole di richieste di partecipazione (ad esempio 10.000 invii a settimana) per ottenere un numero elevato di risposte (ad esempio, 1.000 risposte) rischia di distorcere il campione (inizialmente rappresentativo) per una sovrasollecitazione alla risposta. Gli utenti registrati, infatti, potrebbero non gradire l’intasamento della propria casella di posta e uscire dalla registrazione o cambiare opinione sul sito, e non fornire più risposte o risposte non complete. 

100 risposte da 1000 e-mail inviate sono in grado di fornire la medesima indicazione sul gradimento degli articoli, senza intaccare la composizione e la qualità del DB dei registrati.

Privacy

Che cosa si intende per “Privacy”?

Privacy è un termine inglese accostabile ai concetti di "riservatezza" e "privatezza". Nella realtà contemporanea, con la parola privacy non si intende soltanto il diritto di essere lasciati in pace o di proteggere la propria sfera privata, ma soprattutto il diritto di controllare l'uso e la circolazione dei propri dati personali che costituiscono il bene primario dell'attuale società dell'informazione.
Il diritto alla privacy e, in particolare, alla protezione dei dati personali costituisce un diritto fondamentale delle persone, direttamente collegato alla tutela della dignità umana, come sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

Quali sono gli attori della Legge sulla Privacy?

  • Garante per la tutela dei dati personali: è un organo collegiale, composto da quattro membri eletti dal Parlamento, i quali rimangono in carica per un mandato di sette anni non rinnovabile. Il Garante si occupa di tutti gli ambiti, pubblici e privati, nei quali occorre assicurare il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti delle persone connessi all'utilizzo delle informazioni personali.
  • Titolare: la persona fisica, l'impresa, l'ente, l'associazione, ecc. cui fa capo effettivamente il trattamento di dati personali e spetta assumere le decisioni fondamentali sugli scopi e sulle modalità del trattamento medesimo (comprese le misure di sicurezza).
  • Responsabile/i (interni o esterni): la persona, la società, l'ente, l'associazione o l'organismo cui il titolare affida, anche all'esterno, per la particolare esperienza o capacità, compiti di gestione e controllo del trattamento dei dati.
  • Incaricato: il dipendente o il collaboratore che per conto della struttura del titolare elabora o utilizza materialmente i dati personali sulla base delle istruzioni ricevute dal titolare medesimo (e/o dal responsabile, se designato).
  • Interessato: la persona fisica cui si riferiscono i dati personali.

Qual è la differenza tra dato personale e sensibile?

  • Dato personale: qualsiasi informazione che riguardi persone fisiche identificate che possono essere identificate anche attraverso altre informazioni, ad esempio, attraverso un numero o un codice identificativo. Ad esempio sono: nome e cognome o denominazione; indirizzo, codice fiscale; ma anche un'immagine, la registrazione della voce di una persona, la sua impronta digitale, i dati sanitari, i dati bancari, ecc.
  • Dato sensibile: un dato personale che, per la sua natura, richiede particolari cautele: sono dati sensibili quelli che possono rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose o di altra natura, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati o associazioni, lo stato di salute e la vita sessuale delle persone.

Quali sono i diritti dell'interessato ossia della persona a cui si riferiscono i dati raccolti?

Il Codice in materia di protezione dei dati personali riconosce all'interessato (art. 7) una serie di diritti per quanto riguarda il trattamento dei dati personali:

  • il diritto di avere informazioni generali sui trattamenti di dati svolti nel nostro Paese;
  • il diritto di accesso ai propri dati personali direttamente presso chi li detiene (titolare del trattamento), ossia il diritto di ottenere la conferma della loro esistenza e la loro comunicazione e di sapere da dove sono stati acquisiti e quali sono i criteri e gli scopi del trattamento, in questo caso il titolare può chiedere il pagamento di una somma ("contributo spese") se non detiene dati dell'interessato;
  • il diritto di ottenere la cancellazione o il blocco di dati che sono trattati violando la legge (ad es., perché non è stato chiesto il consenso); tali diritti possono essere esercitati anche quando non ci sono più motivi validi per conservare ulteriormente i dati, in origine legittimamente acquisiti;
  • il diritto di aggiornare, correggere o integrare i dati inesatti e incompleti;
  • il diritto, nei casi indicati nei punti 3) e 4), di ottenere anche un'attestazione da parte del titolare che tali operazioni sono state portate a conoscenza dei soggetti ai quali i dati erano stati precedentemente comunicati, a meno che ciò risulti impossibile o richieda un impegno sproporzionato rispetto al diritto tutelato;
  • il diritto di opporsi, per motivi legittimi, al trattamento dei propri dati;
  • il diritto di opporsi, sempre e comunque, al trattamento dei propri dati per scopi di informazione commerciale o per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, oppure per ricerche di mercato.

Qual è la differenza tra “opt-in” e “opt-out”?

  • Il sistema “opt-in”, utilizzato in Italia, consiste nella manifestazione diretta dell’utente a concedere o meno il consenso al trattamento dei propri dati. Esiste pertanto il divieto di utilizzare dati personali di coloro i quali non abbiano concesso il consenso espresso a tale attività.
  • Il sistema “opt-out” prevede invece che il trattamento dei dati sia lecito a meno che l’utente non dichiari di non concedere più l’uso dei propri dati.

Cosa deve contenere un’informativa sul trattamento dei dati personali?

  • le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;
  • la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;
  • le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;
  • i soggetti a cui possono essere comunicati i dati;
  • i diritti dell'interessato;
  • le coordinate del titolare ed anche del responsabile.

Quando il consenso al trattamento dati non è previsto?

  • per dati detenuti in base a un obbligo di legge;
  • per l'esecuzione di obblighi contrattuali e precontrattuali in cui sia coinvolto l'interessato;
  • per dati provenienti da registri pubblici;
  • per trattamenti finalizzati a scopi di ricerca scientifica o statistica;
  • per trattamento effettuato nell'esercizio della professione giornalistica;
  • per dati relativi allo svolgimento di attività economiche;
  • per trattamento necessario alla salvaguardia della vita dell'interessato o di un terzo;
  • per trattamento necessario per investigare per far valere i propri diritti in giudizio.
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